La tessera sanitaria è da sempre uno dei simboli più riconoscibili del diritto universale alla salute in Italia. Per milioni di cittadini ha rappresentato una garanzia concreta: l’accesso alle cure, alle visite mediche, alle prestazioni ospedaliere e ai farmaci.
Uno strumento che non solo permetteva di usufruire del Servizio Sanitario Nazionale, ma che certificava l’appartenenza a un sistema fondato sull’uguaglianza e sulla tutela della salute come diritto fondamentale. Tuttavia, a partire dal 2025, questo scenario cambierà radicalmente per una parte della popolazione.
Le modifiche introdotte con la recente Legge di Bilancio 2024 hanno infatti previsto una trasformazione che ha fatto molto discutere. Alcune categorie di cittadini non riceveranno più automaticamente e gratuitamente la propria tessera sanitaria.
Dovranno invece versare un contributo annuale per rinnovarla, una novità che segna un vero e proprio punto di rottura con il passato. Se da un lato si punta a razionalizzare i costi del sistema sanitario, dall’altro questo nuovo modello rischia di trasformare un documento di diritto in un servizio a pagamento, minando l’idea stessa di sanità pubblica accessibile a tutti.
A preoccupare sono soprattutto le conseguenze sulle fasce più vulnerabili. Alcuni cittadini potrebbero trovarsi esclusi dalla possibilità di ottenere cure mediche adeguate, semplicemente perché non possono permettersi la spesa necessaria per il rinnovo della tessera.
In un contesto in cui le disuguaglianze sociali e economiche sono già molto marcate, questa misura potrebbe accentuare ulteriormente il divario tra chi può accedere al sistema sanitario e chi ne resta fuori.
Oltre al merito della decisione, il problema è anche la mancanza di informazione. In pochi sono davvero consapevoli di ciò che sta per cambiare. Questo genera confusione, dubbi e soprattutto il rischio che tante persone, per ignoranza della norma o per difficoltà economiche, si ritrovino improvvisamente senza copertura sanitaria. Per capire chi sarà coinvolto, quanto costerà il rinnovo e quali saranno le categorie più colpite, vai nella seconda pagina.