Molti credono che senza 20 anni di contributi non sia possibile ottenere la pensione, ma la realtà è più complessa di così. Il sistema previdenziale italiano, infatti, prevede alcune alternative importanti per chi ha avuto una carriera discontinua, ha iniziato a lavorare tardi o ha versato contributi in maniera saltuaria. È fondamentale non arrendersi all’idea di non poter ricevere nulla solo perché si è rimasti sotto quella soglia minima che sembra invalicabile.
La regola generale parla chiaro: per accedere alla pensione di vecchiaia ordinaria servono almeno 20 anni di contributi e aver compiuto 67 anni di età. Tuttavia, questa norma non è l’unica via d’uscita. Per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1995 ed è quindi iscritto esclusivamente nel sistema contributivo puro, esiste un’opzione che consente di accedere alla pensione anche con solo 5 anni di versamenti effettivi, a patto di aver compiuto 71 anni.
Oltre a questa opportunità, c’è un altro dettaglio spesso trascurato: se hai versato contributi in diverse gestioni INPS, magari facendo lavori differenti nel corso degli anni, puoi sommare tutti i periodi contributivi attraverso il cumulo gratuito o la totalizzazione, strumenti pensati proprio per valorizzare i percorsi lavorativi frammentati.
Queste soluzioni sono pensate per chi ha avuto carriere difficili, interrotte da malattie, disoccupazione, interruzioni familiari o altri motivi. Conoscere le opzioni disponibili è il primo passo per evitare di perdere un diritto che potrebbe spettarti comunque, anche se più tardi del previsto.
Se pensi di rientrare in una delle casistiche particolari o vuoi scoprire le eccezioni alla regola, i casi in cui bastano 5 anni di contributi e le altre strategie utili per aumentare gli anni mancanti, vai nella seconda pagina per continuare a leggere.