Chi ha sofferto di tenosinovite sa bene quanto possa essere invalidante anche nei gesti più semplici, come afferrare una penna o camminare senza dolore. Il sintomo più comune è un dolore localizzato, spesso accompagnato da gonfiore e da una sensazione di rigidità nell’articolazione interessata.
Talvolta si percepisce anche uno scricchiolio durante il movimento delle dita o dei piedi, segno che il tendine fatica a scorrere nel suo canale naturale. Nei casi più gravi, può comparire anche febbre, soprattutto se è presente un’infezione.
A rendere ancora più complicata questa patologia è la sua tendenza a interferire con le normali attività quotidiane. Scrivere al computer, lavarsi, vestirsi, persino impugnare una tazza di caffè possono diventare movimenti dolorosi e difficili da eseguire. La causa principale è quasi sempre da ricercare in movimenti ripetitivi, che portano il tendine a sfregare contro l’osso in modo continuo, provocando microtraumi e infiammazione.
Il trattamento della tenosinovite varia in base alla gravità del quadro clinico. Nei casi lievi, si può iniziare con l’assunzione di farmaci antinfiammatori, da abbinare a riposo e immobilizzazione temporanea della parte colpita. Fondamentale è poi la fisioterapia, utile per migliorare la mobilità e rinforzare la muscolatura di supporto. Nei casi più acuti, può essere indicata anche la terapia caldo-freddo, che aiuta a ridurre il gonfiore e lenire il dolore.
Accanto ai rimedi medici, esistono anche soluzioni naturali. Tra i più efficaci ci sono i bagni caldi con acqua di rosmarino o zenzero, entrambi noti per le loro proprietà antinfiammatorie. Questi bagni, oltre a rilassare i tessuti, stimolano la circolazione e contribuiscono a un miglioramento progressivo dei sintomi.
Tuttavia, è importante non sottovalutare la tenosinovite: una diagnosi tardiva o un trattamento inadeguato possono trasformare un’infiammazione acuta in un problema cronico, difficile da risolvere. Per questo motivo, alla comparsa dei primi segnali – come dolore persistente o rigidità inspiegabile – è sempre consigliabile rivolgersi a un medico, che potrà indicare il percorso terapeutico più adatto e prevenire complicazioni.