La guida in stato di ebbrezza rappresenta una delle principali cause di incidenti stradali, con conseguenze spesso tragiche. Per contrastare questo fenomeno, l’Unione Europea ha introdotto nuove norme sulla sicurezza stradale, imponendo l’adozione di sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS), tra cui spicca l’Alcolock, un dispositivo pensato per impedire l’accensione del motore se il conducente ha un tasso alcolemico superiore ai limiti di legge.
Questa tecnologia, nota anche come Ignition Interlock Device (IID), funziona come un etilometro integrato nell’auto: il conducente deve soffiare in un apposito sensore prima di poter avviare il veicolo. Se il dispositivo rileva una concentrazione di alcol troppo elevata, il motore non si avvia, riducendo drasticamente il rischio di incidenti causati dall’ebbrezza.
Perché l’Alcolock è così importante?
Negli ultimi 20 anni, gli incidenti stradali legati all’abuso di alcol sono aumentati in modo significativo. Secondo un rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità, l’8,7% degli incidenti registrati dalle forze dell’ordine è correlato al consumo di bevande alcoliche, con un incremento particolarmente allarmante tra i giovani di età compresa tra i 20 e i 24 anni.
L’introduzione dell’Alcolock mira a prevenire questi episodi, bloccando fisicamente il veicolo prima che un conducente in stato di ebbrezza possa mettersi alla guida. Il dispositivo sarà obbligatorio su tutte le nuove auto omologate dal 6 luglio 2022 e sulle prime immatricolazioni dal 7 luglio 2024, con un’estensione anche ai mezzi pesanti nel 2029.
📌 Ma come funziona esattamente l’Alcolock? Si può disattivare in casi eccezionali? Continua nella seconda pagina per scoprire tutti i dettagli su questo dispositivo e le nuove normative in vigore.